Un copywriting efficace, ossia la stesura di una serie di testi per le pubblicità, è il cuore pulsante di ogni strategia di marketing digitale.
Ogni testo deve essere diverso, ma allo stesso tempo concreto, efficace e coinvolgente.
Come si può misurare, quindi, concretamente l’efficacia di ciò che un copywriter scrive?
La risposta si trova nell’utilizzo di KPI (Key Performance Indicator) e strumenti di analisi come Google Analytics, che permettono di monitorare e valutare le performance del proprio copywriting e se è effettivamente orientato a risultati concreti.
Prima di iniziare, però, ti ricordiamo che puoi contattarci adesso per un consulto gratuito e personalizzato!
Cosa sono i KPI nel copywriting?
I KPI sono metriche specifiche che ti aiutano a misurare il successo di un’attività o di una strategia.

Nel caso del copywriting, esistono diversi KPI che solitamente noi di PM Comunicazione utilizziamo per monitorare e comprendere quanto i testi offerti ai nostri clienti stiano influenzando il comportamento degli utenti che raggiungo il loro sito e se stanno raggiungendo gli obiettivi prefissati.
Scopriamo insieme quali sono!
Tasso di conversione (Conversion Rate)
Il tasso di conversione è uno dei KPI più importanti per valutare il successo del proprio copywriting.
Si tratta del rapporto tra il numero di visitatori che compiono un’azione desiderata (come l’acquisto di un prodotto, l’iscrizione a una newsletter o la compilazione di un modulo) e il numero totale di visitatori della pagina.
Se il tasso di conversione è elevato, significa che il copy sta persuadendo efficacemente il pubblico a compiere l’azione desiderata.
Ma come monitorarlo?
Grazie a Google Analytics!
Questo speciale servizio di Google con cui si possono impostare obiettivi personalizzati per tracciare le conversioni e valutare il loro andamento.
E le sue funzionalità non finiscono qui.
Continuate a leggere questo articolo per scoprirlo.
Tempo medio sulla pagina (Average Time on Page)
Il tempo medio che un utente trascorre su una pagina può dirti molto sulla qualità di un copy.
Se l’Average Time on Page risulta molto alto, gli utenti probabilmente stanno leggendo il contenuto, trovandolo interessante e coinvolgente.
In questo caso, spesso i nostri esperti si battono le mani sulle spalle e si congratulano tra di loro.

Grazie ai propri studi e la propria esperienza, sono riusciti a raggiungere un grande obiettivo del cliente: raggiungere il target e renderlo un possibile acquirente o visitatore frequente.
Anche qui, per monitorare l’Average Time, viene in soccorso Google Analytics.
In questo caso, il programma cconsente di vedere il tempo medio che gli utenti passano su ciascuna pagina del sito di interesse, aiutando chi lo gestisce a identificare quali contenuti funzionano meglio e quali potrebbero necessitare di miglioramenti.
Tasso di rimbalzo (Bounce Rate)
Il tasso di rimbalzo indica la percentuale di utenti che abbandonano una pagina senza interagire con essa (ad esempio, senza cliccare su un link o esplorare altre sezioni del sito).
Se questa statistica si mostra molto alta, allora il copy in sé non è abbastanza persuasivo o non risponde alle aspettative.

In questi casi, noi di PM Comunicazione, decidiamo di confrontarci con i nostri clienti, mantenendo la maggiore trasparenza, e chiedendo loro suggerimenti per conoscere meglio un possibile pubblico e coinvolgerlo come da obiettivi prefissati.
È inutile dirlo a questo punto, ma è proprio GoogleAnalytics che viene incontro a queste situazioni e valuta il Bounce rate, mettendolo a paragone con pagine web simili ed incentrate sullo stesso topic.
CTR (Click-Through Rate)
Il CTR misura la percentuale di utenti che cliccano su un link rispetto al numero totale di utenti che hanno solo visto quel link.
Il calcolo di questo tasso è particolarmente utile per monitorare la performance delle call to action (CTA) inserite nel testo e se sono effettivamente abbastanza invitanti per i possibili visitatori.
Per i CTR, oltre a Google Analytics, si possono usare anche altri strumenti come Google Search Console, che permette di identificare meglio le aree di maggiore successo nel proprio copy.
Strumenti per monitorare l’efficacia del copywriting
Oltre ai KPI, è essenziale utilizzare strumenti che ti aiutino a raccogliere e interpretare i dati.
Vediamo quelli più utili.
- Google Analytics, che permette di impostare obiettivi personalizzati e visualizzare report chiari e dettagliati su come gli utenti interagiscono con i contenuti.
- Google Search Console, che fornisce informazioni preziose su quali termini di ricerca portano traffico e su come gli utenti interagiscono con le pagine nei risultati di ricerca.
- Hotjar, che permette di vedere visivamente come gli utenti si muovono su un sito, quali parti visitano di più e quali parti del copywriting ricevono più interazione.
- A/B Testing Tools, come Optimizely o Google Optimize consentono di ottimizzare costantemente il copywriting basato su dati reali e non solo su ipotesi.

Non è solo una questione di intuizione e creatività
Una buona strategia di copywriting non richiede solo intuizione e creatività, ma anche un approfondito studio dei numeri. Se vuoi approfondire come migliorare la tua strategia di copywriting o hai bisogno di un supporto professionale, visita il blog di PM Comunicazione per scoprire altri consigli utili e i servizi dedicati al copywriting.
Non esitare.
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